World Economic Forum 2016, intervista a Giampaolo Lo Conte

2 Giampaolo Lo ConteDa poco insignito di una Laurea Honoris Causa in Scienze Finanziarie, il barone Giampaolo Lo Conte è stato uno degli italiani presenti all’annuale meeting del World Economic Forum di Davos-Kloster, in Svizzera. Lì, tra i monti bianchi della ridente cittadina d’oltralpe, si sono ritrovati i magnati dell’economica mondiali, oltre che imprenditori, ricercatori e opinion leader del settore finanziario.

Giampaolo Lo Conte nella vita opera come broker in Europa e negli Stati Uniti; ha una profonda conoscenza delle procedure di import-export ed una grande passione per i mercati finanziari. “Se non ero appassionato, non sarei stato al World Economic Forum 2016 – ci ha raccontato Giampaolo Lo Conte, che abbiamo raggiunto via chat per questa breve intervista. Ci ha descritto come l’Italia viene vista dagli occhi dei grandi economisti mondiali.

Non benissimo, questo è dovuto al fatto che tutti gli studi su di noi dimostrano come non siamo molto bravi nello sfruttare il nostro stesso talento. Vi spiego meglio: gli economisti assegnano un punteggio, che va da 0 a 100, sulle capacità di un Paese di sfruttare il proprio capitale umano. Il punteggio è assegnato per fasce di età: da 0 a 14 anni il nostro voto è di 93/100; tra i 15 e i 24 anni il punteggio crolla a 72/100, per poi riassestarsi, dai 25 anni in su, ad un 74/100. Significa che noi nasciamo con un bel talento che viene poi dilapidato nelle fasi successive della nostra vita. Questi punteggi danno vita alla classifica “Human Capital Index” che ci vede collocati al 34° posto su 130 Paesi classificati.” Evitiamo di dilungarci sui soliti luoghi comuni che da anni, anzi, da decenni ormai, riempiono le pagine dei giornali: fuga di cervelli, sistema parentale delle aziende, burocrazie, eccetera eccetera. Una domanda, però, vogliamo porla a Giampaolo Lo Conte: investire sui giovani potrebbe essere una medicina per questo male? “Assolutamente si, ma non penso che l’onere debba spettare alle imprese: deve essere il Governo per primo ad incentivare gli investimenti sui giovani di modo che il famoso “Human Capital Index” possa tornare a crescere, esattamente come un titolo in borsa”.