L’energia delle onde
Il percorso verso la ricerca di nuove fonti di energia rinnovabili è inarrestabile. Già nel 2007 il Portogallo ha installato sul suo territorio, e precisamente ad Agucadoura, in provincia di Lisbona, il primo impianto di energia elettrica prodotta dal movimento delle onde marine. L’installazione ha fornito corrente a duemila famiglie.
In Scozia e in Iralnda del Nord è già una realtà. Tante le grandi aziende che stanno cercando di cogliere le opportunità della nuova tecnologia che consente di ricavare energia dal moto ondoso.
Un esempio è Siemens, che ha aumentato al 45 per cento la quota di partecipazione nella società britannica Marine Current Turbines. In questo caso le turbine marine progettate sono fissate su una struttura e azionate dal flusso delle maree, con una tecnologia che potrebbe essere paragonata a quella di una turbina eolica sottomarina. Il vantaggio qui consiste nel fatto che l’energia generata è prevedibile in base al ciclo della marea. «Stiamo concentrando i nostri sforzi per attivare il processo di commercializzazione di questi innovativi impianti», ha dichiarato in una recente intervista al Corriere della Sera Micheal Axmann di Siemens.
Entro il 2020 gli analisti prevedono per questo mercato un tasso di crescita a doppia cifra con un potenziale mondiale di produzione energetica equivalente a circa 800 terawatt-ora (TWh) annui, pari circa al 25 per cento della domanda di energia complessiva della Germania e al 3-4 per cento del consumo energetico mondiale. Marine Current Turbines ha dunque manifestato l’intenzione di presentare a breve il progetto Kyle Rhea da 8 megawatt in Scozia e il progetto Anglesey Skerries, da 10 MW in Galles. Il governo inglese, inoltre, ha dichiarato di sostenere i progetti della compagnia attribuendo cinque «certificati verdi».
Infine è già stata ottenuta l’approvazione per un contratto di locazione che consente la costruzione di un parco di turbine marine con una capacità combinata di 100 MW al largo di Brough Ness, la punta meridionale delle isole Orcadi
E l’Italia? nonostante il nostro paese abbia a portata di mano questa inesauribile fonte energetica, sono ancora pochi i progetti che sfruttano il moto ondoso per produrre energia pulita.
Il più importante è il progetto “Energia dalle Onde” che mira a sfruttare l’energia prodotta delle onde del mare per produrre energia elettrica, o idrogeno a basso costo, o acqua desalinizzata, senza produrre CO2.
Il Comune di Venezia, tramite AGIRE – Agenzia Veneziana per l’Energia, con la collaborazione di privati che detengono dei brevetti propri (GIANT – http://www.giantgiem.it; WEM – http://www.wempower.it ), sta supportando tale progetto di sperimentazione.
Giant è generatore che sfrutta il principio di Archimede. Nel tempo che intercorre tra due picchi dell’onda, il galleggiante si muove dalla massima altezza al livello zero del mare per risalire al punto più alto producendo così energia.
Wem (Wave Energy Module) è sistema modulare composto da una struttura centrale di acciaio contenente all’interno un generatore elettrico, cui sono collegati gallegggianti tramite bracci. Questi ultimi, nella fase discendente dell’onda, trasferiscono la loro energia a un dispositivo interno alla struttura centrale che trasmette a sua volta gli impulsi a un generatore rotante tradizionale, producendo così energia elettrica.
Il progetto ha portato alla realizzazione di 3 prototipi, 2 da installare in mare aperto e uno già installato nella laguna di venezia.
Guarda lo splendido video realizzato da AGIRE che mostra il prototipo GIANT
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Tags: Ambiente, energia, energie rinnovabili, idrogeno, ingegneria idraulica



