Sugli occhi indosso il computer

Sugli occhi indosso il computer

Lente a contatto o computer?

Un nuovo dispositivo che fino ad oggi esisteva solo in qualche film fantascientifico ha visto la luce grazie alla collaborazione di due gruppi di ricercatori, uno dell’università di Washington e uno dell’università finlandese di Aalto,

Un computer da applicare direttamente sugli occhi come se si trattasse di un semplice paio di lenti a contatto.

Attualmente il progetto risulta ancora in fase di sperimentazione ma, se dovesse raggiungere i traguardi sperati, la tecnologia potrà essere applicata alle comuni lenti correttive. «C’è una vasta area al di fuori della parte trasparente dell’occhio - afferma il professor Babak Parviz – Su di essa possiamo posizionare tutta la strumentazione hardware necessaria».

Allo stato attuale le lenti hanno evidenziato alcuni problemi di visualizzazione e messa a fuoco dell’immagina, così come anche di ricarica del dispositivo, ma i primi test sui conigli, hanno confermato che le lenti non provocano danni alla retina, anche se alla lunga potrebbero affaticare la vista ed avere altri effetti indesiderati (per il momento ignoti).

La tecnologia è senza dubbio ancora in una fase embrionale, tuttavia la strada è stata aperta ed i ricercatori sono entusiasti.

Se il progetto dovesse risolvere tutti i problemi incontrati ed entrare in commercio, quest’apparecchio potrebbe trovare diversi usi e applicazioni.

Ad esempio potremo visualizzare contenuti virtuali sovrapposti alla realtà, un po’ come l’attuale realtà aumentata, che necessita però di uno smartphone o di un tablet per essere utilizzata. Oppure potremo magari controllare un sistema operativo appositamente creato con il semplice movimento delle pupille o con la chiusura delle palpebre. O addirittura si potrebbe fondere la tecnologia delle lenti-pc con il progetto sperimentale della tecnologia che permette al cervello di inviare comandi ad una macchina con il solo pensiero. Immaginate di poter attivare una funzione di navigazione satellitare soltanto pensando ad una destinazione.

Queste possibili applicazioni corrispondono a realtà o sono pura fantasia? solo i ricercatori potranno in un futuro nemmeno troppo lontano, rispondere a questa domanda

articolo tratto da: ITnews.it

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