Se io fossi ricercatore, come sono e fui

Se io fossi ricercatore, come sono e fui

Edoardo Puglisi, Ricercatore dell’Istituto di Microbiologia

Una piccola incertezza mi coglie alla richiesta di scrivere qualche riga sulla mia esperienza di ricercatore alla Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Di cosa scrivere esattamente? E con quale stile? Mi arriva inaspettatamente in aiuto un vecchio tema ritrovato pochi mesi fa durante i lavori di ristrutturazione di casa. L’autore sono io ma il tema è del Maggio 1989, l’autore sono quindi un io dodicenne, da seconda media. Il titolo? Un classico da tema delle medie: “Il mio lavoro di scolaro. Proprio per merito dello studio un giorno sarò…”

Questi alcuni estratti del tema:

Scegliere adesso il mio futuro lavoro è un po’ prematuro, però parlerò del lavoro che mi piacerebbe fare. Terminate le elementari, frequenterò le scuole medie e poi il Liceo. Finito il Liceo vorrei frequentare l’Università e laurearmi in Agraria, così potrò occuparmi della fattoria di mio nonno….
…Se mi rimarrà del tempo vorrei fare l’entomologo e studiare gli insetti. Infatti mi ha sempre affascinato vedere per esempio i documentari sulle formiche e sulla loro forza, le cavallette e le loro invasioni. Potrei anche avere un aiuto per il lavoro della campagna magari trovando degli insetti capaci di mangiare gli altri insetti che potrebbero essere nocivi per le piante.
Ci sono anche dei problemi irrisolti sugli insetti e potrei risolverli. Magari diventerò famoso andrò a fare congressi in tutto il mondo e così potrò conoscere vari paesi
“.

Che dire? La rilettura di queste righe ma fa oscillare tra il divertimento e l’imbarazzo. Mi ero dimenticato di averle scritte ma forse dentro di me mi sono sempre ricordato di questi sogni pre-adolescenziali. Non faccio l’entomologo ma il microbiologo (con un passato da chimico, tanto per complicare la situazione), non sono ovviamente famoso e la fattoria di mio nonno la trascuro un po’, ma su alcune cose forse ci avevo preso, incluso il percorso di studi.

Ed ora quando mi sento felice e soddisfatto per una ricerca che ha dato risultati soddisfacenti, per un articolo pubblicato, una collaborazione che ha aperto nuovi orizzonti, un convegno in un posto mai visitato prima, so anche che sto onorando e tenendo fede ai sogni di un ragazzino dodicenne, e sono quindi ancor più felice. Se fossi un esperto di marketing e pubblicità (per fortuna grazie alla ricerca non lo sono), potrei pure tentare di coniare uno slogan un po’ personale: “Università Cattolica, dove si avverano i sogni dei ragazzini dodicenni”.

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