Rete Alta Tecnologia in ER

Rete Alta Tecnologia in ER

Ricerca e Imprese in Emilia-Romagna: la Rete Alta Tecnologia

Bologna: Via Zamboni

ore: 18.00 – 24.00

Intervista all’ing. Francesco Paolo Ausiello Direttore tecnico di ASTER.

ASTER è la Società Consortile tra la Regione Emilia-Romagna, le Università, gli Enti di ricercaCNR ed ENEA – l’Unione regionale delle Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali regionali.

Ha lo scopo di promuovere e coordinare azioni per lo sviluppo del sistema produttivo regionale verso la ricerca industriale e strategica; azioni per il trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche e azioni per lo sviluppo in rete di strutture dedicate alla ricerca di interesse industriale.

In occasione della Notte dei Ricercatori 2010, il prossimo 24 settembre, dalle 18 alle 24, in via Zamboni a Bologna verrà allestita l’area “Ricerca e Imprese in Emilia-Romagna: la Rete Alta Tecnologia” dove saranno proiettati in anteprima video informativi sui Laboratori di ricerca industriale che fanno parte della Rete.

Ing. Ausiello, ci spieghi che cosa è esattamente la Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna?

La Rete Alta Tecnologia raccoglie e organizza le Istituzioni Accademiche e gli Enti di ricerca regionali per presidiare e supportare la ricerca in ambito industriale nei principali settori in cui si articola l’economia regionale.

I settori sono 6 a cui corrispondono altrettante Piattaforme Tecnologiche: l’Agroalimentare, le Costruzioni, l’Energia e l’Ambiente, l’ICT (Information & Communication technology) la Meccanica e i materiali, le Scienze della vita.

Con quale scopo è nata?

Con lo scopo di favorire lo sviluppo delle imprese utilizzando la leva della innovazione. Proprio con questo obiettivo la vocazione prioritaria della rete è stata fin dalla prima definizione dei laboratori che ne fanno parte, quella che vedeva in prima fila i gruppi di ricerca implicati in progetti con le imprese regionali,con particolare attenzione alle piccole imprese.

Tali imprese, numerosissime – più di 20.000 – soffrono di mancanza di risorse interne da dedicare alla Ricerca e Sviluppo di nuovi prodotti per competere sul mercato globale; quindi all’interno dell’offerta di ricerca accademica, possono trovare le risposte adeguate ai loro fabbisogni.

Chi fa parte della Rete?

L’attuale composizione della Rete include 37 laboratori nelle 6 Piattaforme appartenenti agli enti citati, che elenco per chiarezza: le Università di Bologna, di Ferrara, di Modena e Reggio, di Parma, il Design Center; i Consorzi MUSP e LEAP di Piacenza, RICOS e T3Lab di Bologna; i Centri di Ricerca: il CNR, l’ENEA e l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Va inoltre ricordato che tra gli organi di coordinamento delle Piattaforme, oltre alla componente accademica, sono presenti i rappresentati delle industrie individuati attraverso tutte le associazioni imprenditoriali del territorio – Barilla, Cefla, Marazzi, Caviro, Sacmi, Ima, VM, Technogim – per citarne solo alcuni. Infine, alla Rete afferiscono svariati Centri per l’innovazione.

Chi può utilizzarla?

Tutte le imprese della Regione, ma non solo, dato che uno dei requisiti richiesti alla Rete è quello di rappresentare un punto di eccellenza a livello, quantomeno, europeo. Ad oggi il fatturato della Rete Alta Tecnologia cumulato da gennaio 2010 verso le imprese del territorio sfiora i 30 Milioni di € .

Perché, a suo parere, la Regione Emilia-Romagna ha voluto creare la Rete?

La tradizione di eccellenza tecnologica della regione Emilia-Romagna doveva essere preservata da una potenziale obsolescenza. L’Amministrazione regionale, Assessorato Attività Produttive, con grande visione e fin dal 2004, ha ritenuto indispensabile affiancare alla ricerca di iniziativa privata anche una forte componente di ricerca operata nelle strutture pubbliche, in particolar modo utile a supporto delle Piccole e Medie Imprese.

Come entra il lavoro della Rete nel quotidiano dei cittadini?

In due modi: verso il mondo del lavoro mantiene alto il tasso di occupazione regionale supportando le industrie del territorio nel mantenere la loro competitività sui temi ad alto valore aggiunto e a forte componente di innovatività; verso le persone creando una ”Comunità della Ricerca” ad elevata componente culturale, con importanti sottolineature nei settori chiave per la qualità della vita, quali ad esempio la Protezione Ambientale, la Salute, l’Informatica, la Mobilità, l’Alimentazione, le Green technologies.

Ti potrebbe interessare anche:


Tags: , , , , , , ,