Il sonno, questo sconosciuto

Il sonno, questo sconosciuto

Chi dorme piglia pesci. Dormire bene per vivere bene. Vivere bene per dormire bene

Cesena: Locali Area Ex Macello – Via Mulini 23/25
Sala della Gioventù europea

ore: 17:30-19:30 e 20:30-22:00

Intervista a Vincenzo Natale, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia Bologna e la Facoltà di Psicologia di Cesena dell’Università di Bologna. Il professor Natale coordina il Laboratorio di Cronopsicologia Applicata presso la sede distaccata a Cesena del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Bologna, e nell’ambito della Notte dei Ricercatori (gli orari sono 17:30-19:30 e 20:30-22:00) sarà a Cesena presso i locali Area Ex Macello, per una lezione sull’importanza del sonno per garantire il benessere psico-fisico, e viceversa!

Partiamo dal titolo della sua lezione/intervento ‘Chi dorme piglia pesci. Dormire bene per vivere bene. Vivere bene per dormire bene’ , data la significativa diffusione di fenomeni di riduzione delle ore dormite per via abitudini scorrette (alimentazione, uso di internet, orari di lavoro etc), quanto ci dobbiamo preoccupare per la nostra salute?

A caldo mi verrebbe di rispondere affermativamente. Tuttavia sono convinto che con il “terrorismo” non si risolva nulla. E’ ormai ampiamente documentato che i disturbi del sonno sono estremamente diffusi, e che un cattivo sonno determina un “logorio” psicofisico, ma ciò che manca ancora è la modalità per quantificare tale fenomeno. Questo è un problema che riguarda molto da vicino i lavoratori a turni notturni. E’ chiaro che entrano in gioco anche differenze individuali, e ciò spiega perchè non tutti i lavoratori a turno notturno o tutti gli insonni sviluppino nel tempo delle patologie correlate. La mission del nostro laboratorio è quella di promuovere una maggiore attenzione al sonno. Si parla tanto di alimentazione, di fumo, di alcool ecc. ecc., ma quasi mai di sonno e di tutto ciò che è correlato ad esso. Per riportare un esempio, da una ricerca effettuata da una nostra laureanda è emerso che solo un 15% del campione intervistato (circa 400 individui) sapeva su quale tipo di materasso (molle, lattice o altro) dorme abitualmente.

Lei coordina il Laboratorio di Cronopsicologia Applicata presso la sede di Cesena del del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, che ‘si propone di tradurre le conoscenze della cronopsicologia e della cronobiologia in vari contesti applicativi. Quali sono in concreto le attività del vostro centro, e quanto sono legate all’attività didattica?

La attività sono molteplici e risulta estremamente difficile sintetizzarle senza correre il rischio di svolgere un mero elenco. Mi preme sottolineare, con una certa soddisfazione, che abbiamo avviato diverse collaborazioni con aziende (in differenti settori), i nostri laureandi hanno vinto in più di un’occasione delle borse nell’ambito dei bandi Spinner (borse con la finalità di favorire l’inserire nel mondo del lavoro dei neolaureati). Certamente molte delle attività del laboratorio sono legate alla didattica, e solitamente riscuotono un buon apprezzamento da parte degli studenti.

Tra le attività del centro si trova anche lo svolgimento di seminari notturni, allora è vero che di notte si studia meglio?

A dire la verità negli ultimi anni non ho avuto personalmente occasione di organizzare un seminario notturno. Li avevamo ideati non tanto perché la notte si studia di più, ma per fare provare sulla “propria pelle” agli studenti cosa significa “orologio biologico”. Nel corso del seminario notturno, oltre a descrivere l’andamento circadiano della temperatura corporea (che manifesta un vistoso calo in orario notturno indipendentemente da ciò che si sta facendo), facevamo misurare ad ogni studente la propria temperatura corporea. E ciò aumentava di molto la valenza didattica.

Negli ultimi anni nell’ambito della ricerca si è diffusa l’attenzione per l’applicazione industriale e le ricadute economiche dei risultati. La Psicologia non sembrerebbe di primo acchito una disciplina molto spendibile da questo punto di vista, qual è la sua esperienza?

In realtà il luogo comune circa la distanza tra Psicologia e ricadute applicative andrebbe sfatato. Grazie alle nostre ricerche ad esempio è stato messo a punto un protocollo di certificazione sull’ergonomicità dei materassi. Altrettanto interessante è stata la collaborazione con un’azienda di cosmesi. Il problema è che la ricerca ha dei costi e richiede investimenti a medio/lungo termine, purtroppo in questo periodo la congiuntura economica (come si dice) non è assolutamente favorevole a tali attività.

Il vostro lavoro di ricerca porta ad importanti conoscenze sul tema della veglia e del sonno, avete già sperimentato incontri divulgativi o di diffusione? Quali sono stati i temi maggiormente recepiti?

Purtroppo il lavoro all’Università negli ultimi è aumentato notevolmente e ciò va certamente a scapito della ricerca, infatti la moltiplicazione dei corsi di studio comporta, oltre ad un aumento di ore di lezione, anche un aumento delle ore dedicate alla gestione di tali corsi. Gli incontri che abbiamo organizzato sono stati di tipo formativo, rivolti ad addetti ai lavori (p.es.   medici di medicina generale). La parte più squisitamente divulgativa non l’abbiamo mai approfondita, ed proprio per questo che quest’anno abbiamo deciso di aderire all’iniziativa la notte dei ricercatori.

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