I coralli da tre milioni di euro
CoralWarm. Riscaldamento Globale & i coralli nel nostro mare
Bologna: DAL BIG BANG AL FUTURO DELLA TERRA, P.zza Scaravilli
ore: 18.00-24.00
Il 2010, proclamato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale della Biodiversità”, sarà l’anno della svolta?
Per il Marine Science Group (MSG) del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale dell’Università di Bologna sembrerebbe proprio di sì! Un progetto del gruppo di ricerca capitanato da Stefano Goffredo, ha ricevuto un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per uno studio di 5 anni che avrà come protagonisti i coralli del Mediterraneo e del Mar Rosso.
La commissione dell’European Research Council, l’agenzia che finanzia la ricerca di base dei proposal sottoposti al bando IDEAS del VII programma quadro, ha selezionato il progetto tra 1584 candidature, inserendolo fra quelli idonei al finanziamento (1% di quelli proposti). Il progetto, che prende il nome di CoralWarm (www.coralwarm.eu), studierà gli effetti del riscaldamento globale sui coralli di questi due mari.
Come staranno fra cento anni i coralli del Mediterraneo o del Mar Rosso? Quali saranno gli effetti del riscaldamento globale e della acidificazione del mare sulla loro salute?
Sono queste le domande che si pongono i ricercatori che collaboreranno alla ricerca. I coralli sono i maggiori biocostruttori del pianeta, formando gli habitat che ospitano la maggior parte della biodiversità marina.
Sono stati addirittura definiti “le foreste pluviali del mare”! Una loro riduzione o il loro degrado potrebbe avere quindi gravi conseguenze, non solo ecologiche ma anche economiche, danneggiando il business derivante dalla pesca e dal turismo, e creando effetti negativi sulla protezione delle coste che le scogliere coralline tropicali assicurano.
I ricercatori si immergeranno dalle coste della Liguria a quelle dell’Africa e nel Mar Rosso, per campionare e studiare come mutano le popolazioni di coralli in relazione alla diversa temperatura e in prossimità di vulcani sottomarini (in zone dove cioè l’acidità è più elevata). I dati recuperati dal monitoraggio verranno poi analizzati sotto vari punti di vista: biologico, chimico e fisico. L’obiettivo finale di CoralWarm è quello di stimare come le popolazioni di coralli mediterranei e tropicali varieranno nei prossimi 100 anni in funzione del riscaldamento globale e dell’acidificazione degli oceani previsti dall’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC), la principale fonte mondiale di informazioni scientifiche sui mutamenti climatici.
Ma cosa ci va a fare un laboratorio di biologia marina di Bologna sulle coste del Mar Rosso? Da anni MSG collabora con enti internazionali per la salvaguardia della biodiversità marina di questo mare con vari progetti di monitoraggio e anche in CoralWarm le autorevoli collaborazioni non mancano. CoralWarm, infatti, nasce in Italia da un’idea marchiata MSG ma si avvale di una prestigiosa triade: a studiare i coralli, oltre ai ricercatori di biologia, saranno infatti i gruppi del Prof. Falini del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna e del Prof. Zvy Dubinsky della Bar-Ilan University di Tel Aviv.
C’è anche un messaggio di pace in CoralWarm, la collaborazione con la palestinese Al Quds University di Gerusalemme Est. Israeliani e palestinesi che collaborano insieme in un progetto comune, quindi!? Sì, CoralWarm è anche questo! Ricercatori delle due nazioni che collaborano tra loro e con gli italiani per il bene del pianeta.
Le tre università sono inoltre partners di un altro progetto sui cambiamenti climatici “MEDACID” (www.MEDACID.eu), in attesa di finanziamenti in questi mesi, sperando che l’anno della biodiversità sia di buon auspicio.
Anna Collavo, Erik Caroselli, Stefano Goffredo
Ti potrebbe interessare anche:
Tags: biologia marina, Bologna, coral warm, coralli, european research council, global warming, IDEAS, riscaldamento globale



