Dai semi alle bucce
Dai semi alle bucce: sostanze preziose dal mondo vegetale
DAL BIG BANG AL FUTURO DELLA TERRA
Dove: Bologna, P.zza Scaravilli
Quando: 24 settembre 2010, ore 18.00-24.00
Fin dai tempi più antichi l’uomo ha utilizzato le risorse provenienti dal mondo vegetale non solo come fonte di cibo, ma anche come materia prima essenziale per la preparazione di medicamenti, cosmetici, profumi, coloranti, detergenti, ecc.
Nel caso dei cibi, oltre alla parte edibile, anche quelle che comunemente vengono considerate parti di scarto, come semi e bucce, possono essere utilizzate e valorizzate in quanto spesso contengono componenti preziosi. Nel caso delle bucce ci limitiamo, a titolo di esempio, agli agrumi commestibili.
A livello domestico, solitamente di questi frutti viene utilizzata la polpa, in quanto parte edibile, e viene scartata la buccia (epicarpo), costituita da una parte interna bianca (albedo), da una parte esterna colorata (flavedo) e dalla cuticola terminale. E’ però risaputo che la scorza grattugiata di agrume (soprattutto di limone) costituisce un ausilio prezioso nella preparazione di numerosissime pietanze fino a diventare essenziale nella preparazione di alcuni liquori, come ad esempio il tipicamente italiano e famoso ‘Limoncello’.
E ciò grazie al fatto che la buccia degli agrumi contiene delle vescicole caratterizzate da pareti molto sottili e fragili contenenti l’olio essenziale, il cui principale costituente (a parte poche eccezioni) è il D-limonene. Esso conferisce la caratteristica nota di base al profumo degli oli di agrumi del genere Citrus. L’olio essenziale di agrumi è infatti usato come ingrediente di molti profumi già da lungo tempo (ad esempio assieme all’olio essenziale di lavanda ha costituito la base profumata dell’English Lavender creato da Atkinson nel 1826) e la differenza di profumo dei diversi agrumi (arancia, limone, mandarino, ecc.) è dovuta più che dalla presenza di diversi componenti dalla loro diversa proporzione nell’olio essenziale. Poiché tale proporzione può essere modificata a seconda del metodo di estrazione utilizzato, l’olio essenziale di miglior qualità per l’industria profumiera viene ottenuto per spremitura a freddo, mentre un olio di qualità inferiore ma con rese più elevate viene ottenuto a livello industriale attraverso altri metodi di estrazione.
Il residuo dell’industria agrumaria, che principalmente si occupa della preparazione di succhi, conserve e nettari, viene anche utilizzato per ottenere pectine e mangimi animali ma l’estrazione dell’olio essenziale ne costituisce un alto valore aggiunto. Basti pensare che la produzione di D-limonene dalle bucce di agrumi (soprattutto arance) supera i 70 milioni di Kg/anno. Tale composto sta riscuotendo sempre maggior interesse oltre che come aromatizzante, come componente di vernici e smalti, come solvente alternativo, ma anche come lubrificante e detergente (liquidi sgrassanti).
Non solo le bucce, anche i semi di moltissime specie vegetali, da sottoprodotti o prodotti di scarso interesse, possono diventare preziose fonti di materie prime. E’ il caso dei semi oleaginosi di una margherita dai quali, dopo triturazione, viene estratto un olio ricco di un acido grasso contenente il precursore di un composto che, da studi ‘in vitro’, ha dimostrato possedere attività antitumorale.
Dott.ssa Carla Boga
Dipartimento di Chimica Organica ‘A. Mangini’
Facoltà di Chimica Industriale
Alma Mater Studiorum- Università di Bologna
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Tags: Bologna, chimica



