Biblioteche digitali

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Le scritture del mondo in biblioteca

Ravenna: Biblioteca di Conservazione dei Beni Culturali Palazzo Corradini – Via Mariani, 5

ore: 15.30 – 18.00

Intervistiamo Chiara Semenzato, Coordinatore dell’Area Servizi Bibliotecari del Polo Scientifico Didattico di Ravenna Alma Mater Studiorum Università di Bologna, che ci presenta l’esposizione “Le scritture del mondo in biblioteca”, in occasione della Notte dei Ricercatori. Dalle 15.30 alle 18.00, presso la Biblioteca di Conservazione dei Beni Culturali Palazzo Corradini in Via Mariani 5, si potrà visitare una mostra inedita di testi con le diverse scritture del mondo. Ne parliamo con la dottoressa Semenzato anche per comprendere quali siano le opportunità e le sfide per una biblioteca nell’epoca della digitalizzazione del sapere.

Se possiamo dire che la prima funzione di una biblioteca, ed in particolare quella di una biblioteca universitaria, è quella di garantire la conservazione del testi e dei documenti, quali sono le sfide attuali per conservare e rendere disponibili le collezioni agli utenti?

Lo scopo principale di una biblioteca universitaria non è tanto e solo conservare, bensì acquisire, ma soprattutto mettere a disposizione di docenti, ricercatori e studenti la più ampia produzione scientifica negli ambiti di ricerca e didattica espressi nelle strutture di studio che vi afferiscono. In realtà oggi la biblioteca accademica si configura come centro di servizi, una sorta di learning resource centre, cioè un centro dove si possono trovare tutte le risorse necessarie all’apprendimento, all’approfondimento ed alla ricerca, non solo in formato cartaceo, ma anche e soprattutto elettronico: è un ponte tra la curiosità scientifica e il documento – in qualsivoglia forma – necessario a soddisfare questa curiosità.

La digitalizzazione dei documenti più deperibili (manoscritti, fotografie e libri antichi) è utile a garantire l’accesso a questi materiali particolarmente preziosi e allo stesso tempo delicati?

L’ingresso della tecnologia digitale in biblioteca è stata una sorta di rivoluzione copernicana: non è più l’utente che si reca in biblioteca e consulta il documento, ma è il documento che va all’utente, a prescindere da orario di apertura, restrizioni di accesso, e stato di conservazione del materiale. Questa possibilità ha dato un notevole impulso non solo alla ricerca, ma anche alla diffusione della conoscenza di questi materiali.

Nel corso della Notte dei ricercatori le Biblioteche del Polo di Ravenna esporranno i testi redatti nelle diverse scritture del mondo. Oltre alle mostre ci sono altri strumenti per promuovere questo patrimonio ed avvicinare il pubblico dei non addetti ai lavori (quali filologi e storici)?  Come si può instaurare un rapporto di reciprocità con il proprio territorio e la propria comunità?

Oggi la mostra del materiale conservato in una Biblioteca non è solo limitata all’evento in sé, ma questo spesso può continuare in modo virtuale nel sito dell’istituzione. I siti web sono oggi uno dei luoghi principali con i quali le biblioteche promuovono i propri patrimoni, ma accanto a questi organizzano spesso giornate a tema o incontri seminariali con il supporto di docenti e ricercatori per accompagnare gli studenti all’uso di strumenti specialistici. La Biblioteca di Palazzo Corradini, pur essendo una biblioteca universitaria, è aperta ai cittadini, che possono accedere ai servizi ed alle collezioni da essa possedute, e per promuovere questa peculiarità essa partecipa oramai da tre anni agli Open Days delle Biblioteche della Romagna, giornate in cui offre a quanti si presentano visite guidate alle proprie collezioni e una breve formazione all’uso delle risorse elettroniche disponibili in Ateneo.

Oltre alle donazioni di fondi, ovvero le collezioni di privati cittadini, quali sono gli strumenti con cui i bibliotecari per ampliare la collezione ospitata? Si consultano archivi, ci sono aste e mercati cui rivolgersi?

La politica delle acquisizioni di una Biblioteca Universitaria è determinata dalle attività di ricerca che svolgono i docenti che vi fanno riferimento, e che, pertanto, dettano le linee di sviluppo degli acquisti. Oggi gli acquisti di volumi, periodici o risorse elettroniche vengono effettuati quasi per la totalità attraverso il web, rivolgendosi ad aggregatori di servizi o librerie on-line, anche per il mercato antiquario.

Michele Restuccia

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