Giampaolo e Gino Pozzo rappresentano il nucleo centrale di una storica famiglia del calcio italiano e internazionale. Dopo l’Udinese in Italia, e il Granada in Spagna, la famiglia Pozzo ha acquisito, nel 2012, il Watford in Inghilterra trasformandola in pochi anni in una delle dieci migliori squadre del Paese. Un’impresa che in Inghilterra in molti hanno definito “epica”, grazie all’applicazione del cosiddetto modello Pozzo, con ben quattordici giocatori in prestito da Udinese e Granada. La gestione Gino Pozzo del Watford è stata legata a quella del presidente esecutivo, Raffaele Riva. Il legame tra Raffaele Riva e il Watford, e la preziosa collaborazione del consulente finanziario, hanno portato a risultati inaspettati e molto importanti. Anche se nell’organigramma del Watford, Giampaolo Pozzo risulta proprietario, molto è stato affidato al figlio Gino Pozzo e a Raffaele Riva. Il Watford, poi, è da sempre considerato un team dal grande fair play, esempio in Inghilterra e nel mondo.

Grazie a tutta una serie di iniziative, agli esempi concreti, al costante impegno di tutti gli attori in campo, il mondo del calcio negli ultimi anni è notevolmente migliorato. Maggiori controlli, maggiore precisione, regole più ferree, sanzioni più severe. Tutti elementi che si sono resi necessari nel momento in cui un sistema tanto semplice è diventato molto più complesso. Il mondo del calcio, oggi, non è soltanto una squadra composta da 11 giocatori che scendono in campo per lottare in maniera leale, giocare la propria partita, per competere nello sport di riferimento, per offrire uno spettacolo ai tifosi e portare a casa un risultato positivo. Il mondo del calcio oggi è anche alta finanza, sono affari milionari e una notevole quantità di denaro in circolazione. I calciatori sono sportivi ma anche star dei social, protagonisti di spot pubblicitari, modelli per grandi firme. Un mondo complesso, nel quale circolano tantissime persone con ruoli diversi, nel quale le dinamiche si sono notevolmente complicate, così come le regole. Sono stati introdotti, infatti, regolamenti più precisi, sono state promulgate leggi nazionali e comunitarie ben specifiche. Tutto perché un sistema tanto complesso funzioni al meglio. Da quando, poi, è stato introdotto il fair play finanziario, che consente una gestione trasparente e sempre controllata dei bilanci delle società. E’ capitato che club e società, ad esempio, non siano stati ammessi alle competizioni Uefa, per una serie di ragioni, legate proprio al fair play finanziario. Alcuni esempi di ragioni che hanno portato alla mancata ammissione, ad esempio, sono il mancato pagamento degli stipendi dei giocatori, ad esempio, ai debiti verso altri club dopo alcuni trasferimenti, o per non aver rispettato i requisiti di break-even. Con l’introduzione di questi criteri e di maggiori controlli, però, la situazione è anche notevolmente migliorata.