Core stability: cos’è e come allenarla

Ti hanno proposto degli esercizi di core stability, promettendoti che ti avrebbero aiutato nelle prestazioni atletiche e a evitare infortuni? È probabile che sia veramente così, ma prima di inserirli nel tuo piano d’allenamento sarebbe opportuno che ti informassi (anche su ottimi siti dedicati al wellness e alla forma fisica come www.lascienzainpalestra.it/!) su che tipo di esercizi sono, che strutture coinvolgono e perché possono aiutare in generale a garantire il benessere del nostro corpo.

 

Tutto quello che c’è da sapere sulla core stability e perché inserirla in un piano d’allenamento

Chi abbia una cerca familiarità con la materia, infatti, saprà che gli esperti hanno preso a indicare come  core un complesso di strutture muscolari che si trova tra le spalle e le ginocchia e che quindi, a rigore, comprende oltre ventinove muscoli tra cui quelli addominali, il pavimento e il cingolo pelvico, i glutei. Sono muscoli che non solo svolgono funzioni singolarmente importantissime, ma che nel complesso hanno il ruolo fondamentale di proteggere e sostenere la colonna vertebrale, permettendoci – semplificando all’osso – di mantenere la posizione eretta. Allenare la core stability significa, insomma, controllare postura e movimenti di ciascuno di questi muscoli, di fatto migliorando la nostra stabilità. Se esercizi di questo tipo, insomma, hanno una qualche utilità per sportivi e atleti anche professionisti è perché giocano su strutture muscolari di fondamentale importanza, aumentandone la resistenza. Non esistono, del resto, in letteratura degli studi che indichino correlazioni certe e dirette tra la stabilità del core e le prestazioni atletiche migliorate. Ci sono, invece, numerosi studi che dimostrano chiaramente come gli esercizi per la core stability incidono su un miglioramento della postura, dell’equilibrio, della coordinazione e soprattutto su una minore probabilità di incorrere in infortuni e traumi agli arti, sopratutto inferiori, oltre che ovviamente su una ripresa più veloce in caso di traumi. È facile capire allora, già da questo, come gli esercizi per la core stability siano da combinare con un più generico piano d’allenamento e, ovviamente, debbano essere strutturati solo da un professionista e su misura per il singolo atleta, monitorando le sue prestazioni iniziali e tenendo traccia via via dei suoi progressi.